Già nell'antichità era noto che per prevenire una gravidanza poteva essere utile l'inserimento nell'utero di diversi oggetti quali una pietruzza, un filo, un anello.

Dall'inizio del 1900 sono state svolte ricerche scientifiche che hanno consentito di sviluppare dispositivi intrauterini basati sul metodo antico, ma chiaramente più moderni ed affidabili.

È così che è stato sviluppato e realizzato il "dispositivo intrauterino" che, con riferimento alla sua forma originale, venne chiamato "spirale". Il meccanismo di funzionamento della spirale è tale da impedire all'uovo di annidarsi nell'endometrio.

Nel 1965 fu inoltre scoperto che ricoprendo il dispositivo con un filo di rame l'efficacia dello stesso aumentava notevolmente.

Attualmente sono disponibili vari tipi di dispositivi intrauterini che hanno un'efficacia variabile fra i 3 ed i 5 anni.

La tipologia di spirale più adatta alla paziente viene scelta dal ginecologo che provvede all'inserimento ed alla successiva rimozione, quando necessario.

Il controllo e l'eventuale rimozione della spirale da parte del medico sono resi possibili da un filo che è attaccato alla base del dispositivo e che rimane nella parte alta della vagina.

È importante sapere che la spirale richiede un'accurata igiene da parte della donna e del suo partner per evitare il rischio di malattia infiammatoria pelvica.

La protezione contraccettiva che garantisce la spirale sin dai primi giorni è molto elevata.

L'indice di fallimento infatti è fra lo 0,4 e lo 0,8.

Informazioni utili in caso di:

  • Lieve sanguinamento al di fuori dei flussi mestruali: tale situazione non deve destare preoccupazione perché l'utero deve abituarsi alla presenza della spirale. Normalmente passati i primi 2 – 3 mesi dall'inserimento si torna alla normalità.
  • Ricerca di una gravidanza: occorre recarsi dal proprio medico al fine di rimuovere la spirale. Una volta rimossa la gravidanza si potrà verificare normalmente.
  • Assenza di mestruazione: occorre consultare il proprio medico.
  • Espulsione del dispositivo intrauterino: occorre consultare il proprio medico.